Vivere Londra

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A Londra

Perché si va a Londra? Per vari motivi suppongo. Io ci sono andato tre volte. La prima per dueLondon Street settimane. La seconda per sei mesi. La terza per quattro anni e mezzo. Ogni volta ho pensato di rimanerci per un po’ e ho cercato lavoro. Mentre la prima volta dopo poco ho deciso di tornare a casa a riprendere i miei studi, la seconda e, soprattutto, la terza volta il mio soggiorno è stato più lungo.

Ma perché ho deciso di passare in questa città alcuni anni della mia vita? Direi che le mie motivazioni non siano state molto diverse da quelle che spingono ogni anno migliaia di giovani italiani e numerosissimi loro coetanei di tutto il mondo a passare un periodo più o meno lungo della loro vita nella capitale britannica. Si ritiene che a Londra vivano oggi circa 300.000 italiani, anche se una stima precisa risulta impossibile dato l’alto numero di persone che non sono registrate presso l’AIRE, l’anagrafe degli italiani residenti all’estero tenuta presso il consolato.

Ritengo che i motivi principali della popolarità di Londra fra i giovani di tutto il mondo, che dura dagli anni ’60 ma che appare addirittura in aumento negli ultimi anni, siano molteplici. La lingua inglese, che tutti vogliono, e sempre più devono, imparare. Le numerosissime opportunità di lavoro in ogni settore offerte da questa straordinaria metropoli, grazie alla prosperità dell’economia britannica. Il circolo virtuoso che si viene a creare in quanto i giovani di tutte le nazionalità che si recano a vivere a Londra diventano essi stessi un’attrattiva che, rendendo Londra la città più cosmopolita d’Europa ed una delle più cosmopolite del mondo, fa decidere di fermarsi qui.

In effetti quasi tutti gli stranieri cui chiediate perché piaccia loro vivere a Londra citeranno fra le principali motivazioni il fatto che sia così cosmopolita. Ed il vivere e lavorare a fianco di persone d’ogni nazionalità è un piacere che si impara ad apprezzare qui ed a cui è poi difficile rinunciare. Questo genera il fenomeno di quelli che potremmo definire i “londinesi di ritorno”, cioè coloro che, lasciata Londra, normalmente per tornare al paese di origine, dopo qualche mese, o anno, non resistono a vivere circondati esclusivamente da tedeschi, spagnoli, o italiani, e tornano a Londra, a dispetto della pioggia  e della odiatissima tube. Una volta tornati confessano di non essere riusciti a rinunciare al quotidiano contatto e scambio di idee con giovani di tutto il mondo.

A questo punto, però, va citato anche ciò di cui tutti si lamentano a Londra, e cioè la bassa qualità della vita. Ciò può sembrare sorprendente in una città che ha un’offerta pressoché inesauribile di divertimenti ed attività per il tempo libero, meno se si pensa alle sue dimensioni, al suo ritmo frenetico e al costo della vita.

 

Le enormi dimensioni della città costringono la quasi totalità della popolazione a lunghi tragitti sulla metropolitana, che ho appena definito, e senza esagerare, odiatissima. I motivi di quest’odio sono da ricercare nel suo affollamento negli orari di punta ed in un generale cattivo funzionamento per cui basta un po’ di neve per mandare in crisi l’intera rete. Alcuni londinesi (di nascita o d’adozione) dopo qualche anno vissuto intensamente da pendolare sulla tube giurano solennemente che mai più nella loro vita scenderanno sotto il livello terrestre ed optano per lunghi viaggi in autobus o pericolosi (a causa del traffico londinese) tragitti in bici. Alcuni italiani poi non rinunciano nemmeno a Londra al motorino: in questo caso, però, il loro viaggio più che per loro stessi risulta pericoloso per i pedoni londinesi.

Un altro fattore che contribuisce ad abbassare la qualità della vita a Londra è la difficoltà a trovare appartamenti decenti a prezzi accessibili. In effetti poche esperienze possono essere così frustranti come cercare casa qui avendo a disposizione un budget limitato.

Per chi saprà tollerarne gli inevitabili aspetti negativi, vivere a Londra sarà però un’esperienza senz’altro interessante, e a volte addirittura elettrizzante. Aiutando ad ampliare i propri orizzonti mentali, permettendo di conoscere persone provenienti da tutto il mondo, di imparare la lingua inglese, e di effettuare importanti esperienze professionali, spesso inimmaginabili in Italia.

 

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